La piadina Marchigiana sfogliata

LA PIADINA SFOGLIATA MARCHIGIANA 

La piadina sfogliata marchigiana è una variante, tipica delle Marche, della classica piadina romagnola (vedi mio precedente articolo su questo stesso blog).

La differenza tra le due consiste fondamentalmente nella diversa consistenza del prodotto finale.

Ciò è dovuto al fatto che, tramite una particolare lavorazione, nella piadina marchigiana si crea un alternanza tra l’impasto a base di farina e dello strutto, come per la preparazione della pasta sfoglia.

Ma vediamo meglio in dettaglio come procedere.

Ingredienti per 6 piadine:

500 g di farina tipo 00

70 ml d’acqua

70 ml di latte

200 g di strutto a temperatura ambiente

1 uovo

1 cucchiaino di bicarbonato

Sale

Preparazione

Dopo aver setacciato la farina, la stessa va disposta “a fontana” sul piano di lavoro.

Si distribusce sopra poi 150 g di strutto a pezzettini, oltre a bicarbonato e a un generoso pizzico di sale.

Versare acqua e latte al centro e rompere l‘uovo.

Poi, partendo dalla farina a contatto con i liquidi, iniziare ad amalgamare tutti gli ingredienti,

quindi impastare fino ad ottenere un panetto liscio e sodo.

A causa di una giornata particolarmente umida, è possibile che l’impasto richieda più farina, per cui se ne puo' aggiungere quel tanto che basta, per fare in modo che non si incolli al piano. 

 Viceversa, qualora risulti troppo asciutto, si puo' unire qualche goccio di latte, in modo da poterlo lavorare agevolmente.

Avvolgere poi il composto nella pellicola trasparente e farlo riposare per almeno mezz’ora in frigorifero.

Trascorso il tempo indicato, infarinare leggermente il piano di lavoro,

Adagiarvi l’impasto (privato della pellicola trasparente) e dividerlo in 6 parti del peso di circa 140 g ciascuna.

Appallottolare ognuna delle porzioni ottenute e infarinarle.

Quindi, con l’aiuto di un matterello, stenderle, fino ad ottenere dei dischi spessi circa 3 millimetri.

Spalmare ogni sfoglia con lo strutto rimanente e arrotolarla su se stessa.

Formare con i rotoli ottenuti 6 chioccioline, rivoltando in basso l’estremità esterna, e lasciarle riposare coperte per circa 2 ore.

Trascorso tale tempo, stenderle per una seconda volta fino ad ottenere una sfoglia tonda e spessa circa 3 millimetri.

Ancora una volta, infarinare la pasta qualora essa dovesse incollarsi al piano di lavoro o al matterello, 

Arroventare una padella antiaderente (ideale sarebbe se fosse in ghisa, o di terracotta), del diametro di 28 cm, e far cuocere le piadine da entrambi i lati (1-2 minuti per parte).

Saranno da considerare pronte quando presenteranno delle piccole macchie scure su ambedue le superfici.

Una volta che le piadine saranno cotte, potranno essere farcite con tutti gli ingredienti possibili, a proprio gusto.  

Anche per questo tipo di piadina l'abbinamento con il vino e' dettato dalla farcitura della stessa, per cui, volendo rimanere fedeli ad un concetto di abbinamento “territoriale”, potremmo utilizzare le svariate tipologie esistenti di Bianchello del Metauro DOC, a partire dalle versioni spumantizzate (metodo Charmat) fino ad arrivare a quelle maggiormente strutturate per le farciture caratterizzate da maggior sapidita' e persistenza gusto olfattiva. 

Somm. Arcangelo Prologo

Delegazione AIS Pesaro

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